Let’s Vote: Raw 12-06-2023

A due settimane dal Money in The Bank si delinea la card in questo vivace episodio di Monday Night Raw dallo stato del Kansas, USA.

Come ci si poteva immaginare anche la campionessa del brand rosso Rhea Ripley riceve una nuova, meravigliosa cintura nel segmento di apertura dell’episodio. Le quattro nuove cinture sono dunque “brand-free” come erano nei primi anni 10 del duemila. La lottatrice del Judgement Day con il suo fido Dominik Mysteryo viene interrotta dal prossimo avversario del wrestler di origini messicane: Cody Rhodes. Dopo qualche scambio di battute l’avversario di serata dell’American Nightmare, The Miz, si presenta sulla scena ed inizia il match. Un incontro piacevole tra due ottimi in-ring performers ma anche due superbi story-teller. Mentre The Miz sembra mettere in gioco tutte le sue migliori cartucce con manovre nuove aggiunte al suo arsenale, Rhodes è ancora dolorante dalla faida con la bestia Brock Lesnar. Alla fine è il figlio di Dusty ad avere la meglio con la solita combinazione Cody cutter-Cross Rhodes. Il match in sé è stato molto piacevole, va sottolineata la capacità di The Miz di elevare sempre i suoi avversari; Cody dal suo canto sta cercando di acquisire quello status da top face main-eventer che la federazione sta cercando in tutti i modi di affibbiargli. La situazione di Cody credo sia abbastanza delicata, il rischio di un push forzato alla Roman Reigns pre heel turn c’è; per ora il pubblico lo sostiene a spada tratta. Il match contro Dominik a Money in The Bank potrebbe essere uno dei più interessanti e sottovalutati di tutta la card. Il segmento di apertura di Raw mi è piaciuto compreso il match. Voto 8

Becky Lynch sconfigge Chelsea Green grazie al suo Dis-arm-her. Match più che scontato volto a dimostrare la supremazia di “The Man” sulle cosiddette mid-carders. Ad assistere al match la rivale Zoey Stark che sfiderà l’ex campionessa nel Ladder-match a Londra. Non sono entusiasta di questo feud di Becky Lynch e la trovo molto macchinosa nel ring, non aiutata da avversarie di certo non al suo livello (Deville e Green nelle ultime due settimane). Il personaggio della lottatrice irlandese resta comunque molto amato ma credo che necessiti di una boccata di aria nuova, il turn heel di Trish Stratus è stata secondo me una mancata occasione per dare una nuova vita da “cattiva” alla moglie del visionario. La faida con la hall of famer canadese si concluderà probabilmente a SummerSlam. Questo match/promo non mi ha convinto e non mi ha invogliato a guardare con interesse questa Story-Line. Voto 5

Damian Priest conquista l’ultimo posto disponibile nel Money in the Bank Ladder-match sconfiggendo Matt Riddle in un incontro molto vivo e ricco di colpi interessanti. A chiudere il match è una Razor Edge Power-Bomb del “Punishment of the Judgement Day”; mossa che sottolinea ancora una volta la versatilità di questo atleta, in grado di alternare una forza e una potenza devastanti ad un’agilità fuori dal comune per un uomo della sua stazza. Roundhouse Kicks, Hurracanrana e diverse altre le manovre che Priest ha nel suo repertorio che non dovrebbero appartenere alla sua classe di peso. Continua parallelamente all’ascesa del lottatore portoricano la storia con il compagno di stable Finn Balor. Frecciatina ad inizio puntata chiedendo ai compagni di gruppo di combattere da solo e una chiacchierata a tema fiducia con il principe mentre quest’ultimo stava parlottando con il connazionale Mcdonagh, neo acquisto del brand rosso da NXT. Continua invece il momento nero per l’ “Original Bro” Matt Riddle che si accinge a diventare la prossima vittima sacrificale del campione intercontinentale Gunther. Il match è stato divertente, lo sviluppo del personaggio di Damian Priest è molto interessante e credo sarà l’indiziato principale alla conquista della valigetta. Il lottatore centroamericano funziona alla grande sia da heel che da face e il recente mini-crack con Balor è una Story-Line che potremmo portarci avanti nel prossimo futuro. Voto 8

Bronson Reed e Ricochet mettono in piedi un incontro divertente e abbastanza veloce che viene interrotto da Shinsuke Nakamura. Il “King of strong style” attaccando l’ heavyweight neozelandese gli consegna la vittoria tra le polemiche di Ricochet. I tre stanno affrontando una faida che li porterà dritti al Ladder-match dove mi aspetto un entrata in scena di Reed a scombussolare i piani dei due baby-face che, ad oggi, mi sembrano tra i meno quotati alla vittoria della valigetta. In attesa degli sviluppi della prossima settimana oggi confermo una sufficienza per un match ed un feud che non mi sta entusiasmando un gran che. Voto 6

In un trambusto assordante di cori, Finn Balor e Seth Rollins vanno a creare quello che probabilmente sarà il main event di MITB. Un risentito Balor sommerso dalla voce dei tifosi, che cantano per tutta la durata del promo la Theme-Song del campione in carica, ricorda a Rollins lo spiacevole episodio di 7 anni prima, quando il visionario costò all’irlandese il suo unico titolo massimo ed un anno della sua carriera. L’ex Monday Night Messiah risponde accettando la sfida di Balor, anzi, chiedendo proprio il massimo dal suo avversario per avere un degna difesa del suo titolo. L’atmosfera nel palazzetto durante il promo è stata surreale, il pubblico ha contribuito al consolidarsi di una storia che può dare tanto al prossimo futuro della federazione. I due attori in scena sono stati entrambi fantastici, Finn Balor sull’orlo di un crollo emotivo, desideroso di vendetta e Rollins in grado di switchare in un attimo dal personaggio sarcastico a quello disposto a tutto per difendere il proprio status. Speriamo i due abbiano il giusto minutaggio durante il PPV e che riescano ad esprime al meglio le loro abilità nel ring e nel racconto di una storia che si scrive da sola. Questo feud è sicuramente il più intrigante di Raw in questo momento. Voto 9

Shayna Baszler sconfigge Raquel Rodriguez con l’aiuto della compagna Ronda Rousey in match molto insipido. Roll-up assistito per la “regina dello spazio” che in pochi minuti esce vittoriosa. Si cementifica la coppia di campionesse forti di una vittoria contro una lottatrice di buona caratura come la Rodriguez. L’atleta di origini sudamericane, dall’infortunio della compagna Liv Morgan, non ha più vinto nemmeno un incontro. La curiosità per il match del primo luglio che unificherà i titoli di NXT con quelli del main roster c’è, per il momento poco altro. Il match in questione è stato abbastanza insignificante. Voto 6-

Continua la discesa inesorabile dei Vining Raiders verso l’oblio, l’ennesimo feud sembra ormai indirizzato verso i loro avversari, gli Alpha Academy forti dell’ormai nuovo membro fisso Maxime Dupree. La modella è ormai del tutto convinta e in piena sintonia con la filosofia del gruppo, gli allenamenti con il maestro Chad Gable portano i suoi frutti: prima lezione, l’arm drag. A farne le spese è Valhalla, colei che parla con gli dei cade nella mossa di Dupree distraendo il compagno Erik, impegnato in un match contro l’ex lottatore olimpico. Gable vince il match e si rende protagonista di alcuni stacchi comici come sempre molto divertenti con i suoi due compagni. Il lato comedy in uno show di tre ore è sicuramente necessario, mi chiedo quanto ancora ci vorrà per a dare a Chad Gable un push significativo che sicuramente merita. Il maestro è senza ombra di dubbio uno dei migliori in-ring performer di tutta la federazione; alle grandi prestazioni nel quadrato aggiunge un carisma ed una capacità magnetica di attirarsi la folla, sia a favore che contro. Lo trovo immensamente sprecato per un ruolo semplicemente comedy. Il segmento mi è comunque piaciuto. Voto 7,5

Dopo gli ennesimi sintomi di un esaurimento nervoso Kevin Owens mette in palio i titoli di coppia nel main event dell’episodio cadendo nelle provocazioni di Kaiser e Gunther, gli sfidanti di serata. In attesa di conoscere il loro avversario dal Gauntlet-match di Smack Down la coppia di campioni canadesi mettono in piedi quello che è senza dubbio il miglior match della serata. Gunther domina per larghi tratti l’incontro con le sue solite Power moves e le sue sonore e devastanti chop; è però Ludwig Kaiser a mettersi in mostra con un repertorio a me nuovo. European uppercuts, suicide dive ed una mossa di cui francamente non conosco neanche il nome (un fireman takedown con una specie di ruota) mi hanno davvero sorpreso. I due campioni in carica d’altro canto sono dei maestri in questa tipologia di incontri. Il modo che hanno questi due atleti di raccontare una storia all’interno del match è impareggiabile da qualsiasi altra superstar, Owens da sempre l’idea di combattere l’incontro più importante della sua vita mentre Zayn, con il suo linguaggio del corpo riesce sempre a tenere sulle spine in merito all’esito del match. Con la distrazione portata da Riddle nel finale che mette per un momento fuori gioco il campione intercontinentale, arriva lo schienamento vincente di Sami Zayn ai danni di Kayser. Sono rimasto sorpreso positivamente dal fatto che la sfida sia stata decisa da una Blue-Thunder bomb di Sami Zayn, mossa troppo sottovaluta che, per difficoltà di esecuzione ed impatto visivo, merita di essere una finisher. Il match e tutto il feud mi stanno piacendo tantissimo, mi auguro che Zayn e Owens rimangano a lungo campioni perché credo che stiano dando valore ai titoli e possano elevare tanti tag-team pur mantenendo le cinture. Sono entusiasta anche della prestazione di Imperium e spero che anche l’italiano Vinci possa godere di qualche match di questo tipo. Voto 9,5

Un piacevole episodio di Raw ci accompagna ad uno dei miei PPV preferiti. La card è ormai definita e penso che potrebbe essere un evento interessante e con tanti spunti in vista di SummerSlam. La divisione femminile di Raw non è all’altezza di Smack Down al di fuori di Rhea Ripley che dovrà carryare la situazione per un po’. Resto sempre dell’idea che la main event scene abbia bisogno di un super heel che al momento manca. Il Voto complessivo dell’episodio è 7,5

Focus on: Le italiane in Europa

Si chiude la stagione Europea 22-23 con l’ultimo atto. La finale di Instambul consegna la prima Champions League al Manchester City e chiude le speranze di portare una coppa europea in Italia.

Lo scenario peggiore si è alla fine materializzato per le tre squadre italiane approdate, più o meno inaspettatamente, in finale delle 3 rispettive competizioni europee. Si deve parlare di fallimento o si può considerare un punto di partenza per il futuro? In queste righe butterò fuori tutto quello che mi è passato per la mente guardando le partite. Saranno i deliri di un tifoso deluso mischiati alla parte razionale del mio cervello di quello che voleva fare il giornalista sportivo. Buona lettura.

Andando in ordine cronologico mi sento di dire che la tendenza e l’approccio delle squadre italiane all’Europa League è cambiato nel recente passato. La Roma ha percorso un cammino importante verso la finale, dimostrando finalmente una certa superiorità sulle squadre di campionati “minori”. Con superiorità non si parla solo di gioco ma anche e soprattutto della capacità di superare i turni ed arrivare in fondo alle competizioni in qualsiasi modo possibile.

Ma parliamo della finale, quanto rammarico c’è? Io direi tanto. La squadra di Mourinho, al contrario di quanto ci si potesse aspettare, ha condotto per larghi tratti la gara senza concedere più di tanto ad un Siviglia, non nella sua stagione migliore, ma in ogni caso pieno zeppo di giocatori di qualità. La squadra della capitale avrebbe, a mio avviso, meritato di vincere la partita all’interno degli oltre 120 minuti di gioco, considerando una direzione di gara, sempre secondo il mio punto di vista, fortemente penalizzante per i giallorossi.

L’inevitabile avvicendamento dei rigori ha riaperto una ferita che la squadra non ha saputo curare durante tutto l’anno. Sono stati tanti, troppi e da troppi giocatori, i rigori sbagliati in stagione dai giallorossi e ciò si è dimostrato anche nella lotteria della finale, dove i primi 3 rigori sono stati battuti da giocatori non propriamente adeguati a quel compito, in quel momento. È vero che in queste situazioni i rigori li tira chi se la sente di più ma trovo francamente ingiustificato che nessun giocatore offensivo abbia calciato nei primi 3 slot che sono poi risultati decisivi.

Negli ultimi due anni va dato atto alla Roma e soprattutto a Mourinho di aver raggiunto due finali Europee dando credito ad un allenatore che spesso viene criticato per il gioco delle sue squadre ma che va ammesso, ha un grande pregio nella lettura delle partite, soprattutto quelle da “dentro o fuori” e la capacità di tirar fuori il massimo e forse anche qualcosa in più dai suoi giocatori.

Passiamo alla Fiorentina, forse la finalista più inaspettata tra le 3. La viola è arrivata a questa finale sconfiggendo alcune importanti realtà del calcio medio/alto Europeo riservandosi forse il compito più difficile proprio per la finale: Il West Ham di Moyes. La squadra londinese, reduce da un campionato abbastanza travagliato, è un mix della fisicità e grinta tipicamente inglese mischiato ad una grande tecnica e qualità, data soprattutto dal suo reparto offensivo.

Prima della partita, sono sincero, non avrei dato nemmeno una chance alla squadra di Italiano. Per le premesse fatte in precedenza la Fiorentina, con i suoi problemi realizzativi e con la sua difesa alta sembrava la vittima sacrificale perfetta per la squadra britannica. La gara ci ha raccontato tutt’altro. Un’ottima Fiorentina ha dominato in lungo e in largo la prima parte del confronto con un calcio vivace e scoppiettante creando diverse occasioni da gol e senza rischiare praticamente nulla. Allo scadere del primo tempo passa addirittura in vantaggio con il gol della redenzione di Jovic che viene però annullato per qualche centimetro di fuorigioco. Nella ripresa il West Ham si scuote un po’ ma sembra comunque inconsistente ed intanto il gol viola non arriva. Si può dire che la Fiorentina abbia perso questa gara per due distrazioni? Credo di sì. Il vantaggio dei londinesi arriva da una giocata stile Stoke City di Delap: rimessa in area di rigore da 40 metri e sfortunato tocco di mano di Biraghi; il gol decisivo invece è da imputare ad una mancata lettura dei due centrali che hanno spalancato la via ad un velocissimo e lucidissimo Bowen. Nel mezzo un capolavoro di Jack Bonaventura e un rigore in movimento sbagliato da Mandragora.

Italiano ha senz’altro guidato alla finale, con merito, una squadra dal gioco ambizioso ed intrigante; si può sicuramente rammaricare di un atteggiamento difensivo “poco prudente” ,soprattutto al 90⁰ minuto, e di qualche sua scelta che è andata un po’ a penalizzare la fantasia della squadra. Tanta qualità è rimasta in panchina fino a poco dalla fine, Saponara e Barak su tutti. Peccato.

Vanno dedicate sicuramente due righe sulla situazione spalti. Biraghi, oltre ad una marea di bicchieri di plastica è stato colpito da una sigaretta elettronica riportando una ferita sulla testa. Tutto questo successo in uno dei primi corner battuti nella gara. Uno scomodo precedente che credo peserà sulle future situazioni simili. Trovo abbastanza uno scempio la decisione di non sospendere, almeno momentaneamente, la partita facendo uscire i giocatori dal terreno di gioco; anche solo per dare un segnale. Mi auguro saranno prese decisioni forti da parte della UEFA verso il West Ham ed i suoi tifosi perché questa situazione è stata a dir poco inaccettabile.

L’ultima speranza azzurra è rappresentata da quella che sembrava la sfida più difficile. La finale di Champions rappresenta un vero e proprio Davide contro Golia. Il City più affamato che mai sconfigge l’Inter in una gara molto meno scontata di quanto si prevedeva all’inizio.

Parliamoci chiaro, la partita è stata tutt’altro che divertente. Uno dei peggiori City della stagione ed un Inter molto sotto al livello delle ultime prestazioni, soprattutto in Champions. Si è percepita fin da subito la tensione delle due squadre che hanno pensato inizialmente a sbagliare il meno possibile. La squadra di Guardiola ha provato a fare qualcosa in più senza essere troppo pericolosa per Onana e compagni che, va detto, hanno fatto una grande prova difensiva. Dall’altra parte gli uomini di Inzaghi hanno prodotto poco o niente; alcune prestazioni dei neroazzurri sono da considerarsi insufficienti come quella di Calhanoglou, di Brozovic, poco pericoloso il reparto offensivo.

La partita si stappa, come spesso succede in questi casi, con il vantaggio del City. Da quel momento si contano 4 o 5 occasioni per le due fazioni di cui almeno un paio clamorose. Un errore grossolano a pochi passi da Ederson ed una “parata” involontaria su tiro di Dimarco non permettono a Lukaku e all’Inter di trovare un pareggio che probabilmente avrebbe anche merito nel finale di gara.

In linea di massima mi sento comunque di dire che la squadra di Manchester abbia meritato la vittoria, sia perché la compagine più forte in campo, al netto di tutto, sia perché è stata quella che ci ha provato di più. Il cammino dei Citizens è stato, inoltre, molto più travagliato: per arrivare ad Instambul la squadra degli sceicchi ha dovuto eliminate le ultime due vincitrici della competizione, Bayern Monaco e Real Madrid.

Il bilancio di queste tre finali è stato pessimo, ma la tendenza e l’abitudine per le società italiane ad arrivare sempre in fondo nelle competizioni europee è una convinzione importante da portare avanti. Si potrebbe dire che le squadre italiane sono uscite tutte a testa alta ma questo ha poco valore. Nella speranza di ritrovarsi tutti gli anni a discutere di italiane in finale, concludo ricordando che nella notte di domenica 11 giugno anche gli azzurrini della nazionale under 20 hanno perso una finale. L’1-0 negli ultimi minuti di gara consegna la coppa del mondo all’Uruguay dopo un grande cammino dei ragazzi di Nunziata.

L’evento conclude una settimana nera per il calcio della nostra nazione ma allo stesso tempo regala grande speranza per il futuro. PS In Italia i giovani (forti) ci sono. Ma questo è tutto un altro discorso.

Let’s Vote: Smack Down 09-06-2023

4 incontri di qualificazione al Money in the Bank ladder match segnano un importante passaggio verso l’omonimo pay-per-view. Nello Smack Down di vernedì 9 giugno si va delineando sempre di più la card di MITB, in un episodio scoppiettante e ricco di sviluppi interessanti

La Story-Line regina del brand blu (e probabilmente di tutta la federazione) è quella che coinvolge la ormai sempre più decimata bloodline. Paul Heyman, accompagnato dal “solo” Solo Sikoa offre a Jey Uso un match per il titolo degli Stati Uniti nel main event dell’episodio e l’onere della scelta: rimanere al fianco del gemello, l’ammutinato Jimmy, oppure rientrare sotto gli ordini del “Tribal Chief” Roman Reigns. L’ex campione di coppia ringrazia ma rimanda la decisione a dopo il match. La scontro con Theory sembra il preludio per completare un turn a baby-face per gli Uso. Il campione nel frattempo, oltre a reclutare alleati, continua nella costruzione del suo personaggio da super villain ricordando ancora la vittoria prestigiosa di WrestleMania contro John Cena. Il segmento iniziale è sicuramente d’effetto e da il giusto hype per un main event nuovo e sicuramente interessante. VOTO 7,5

Santos Escobar sconfigge Mustafa Ali e si qualifica al ladder-match per la valigetta in quello che probabilmente è il “match of the night”. I due high-flyer hanno un ottima chimica e mi chiedo se non sarebbero stati utili entrambi nel ladder match. Nonostante la sconfitta Ali sta riacquistando credibilità e spazio in una mid-card molto affollata. L’ex leader del Llegado del fantasma ha invece avuto finalmente la possibilità di confrontarsi in un match singolo con un avversario che va alla sua stessa velocità. I due hanno dato vita ad un incontro vivace e molto seguito dal pubblico. VOTO 8

Up next è un esordio molto atteso, quello delle campionesse di coppia di NXT Alba Fyre & Isla Dawn che vengono immediatamente interrotte dalle campionesse di coppia del main roster Ronda Rousey & Shayna Baszler. Le due maestre delle sottomissioni sfidano le rookies in un match per l’unificazione delle cinture. Risvolto interessante che conferma una tendenza di questo periodo post draft, ovvero la netta divisione dei brand fatta eccezione per alcuni protagonisti, i campioni tag team ed i free agent, che si muovono tra le varie federazioni. Il siparietto si conclude con una mini rissa nella quale viene mantenuto il ring dalle due campionesse di NXT. Momento abbastanza importante per il futuro, l’azione non è stata però degna della storia raccontata, molto confusionaria. Si spera che l’eventuale match possa mettere in mostra tutte le potenzialità dei due team. VOTO 7-

Bayley batte Michin e si qualifica al MITB ladder-match femminile. La presenza di Aj Styles al tavolo dei commenti è probabilmente la cosa più interessante del segmento. Con una tirata di capelli ed una mossa finale ambigua la Leader del Damage Control sconfigge l’ultima entrata negli OC senza troppa fatica. Nel finale del match appare Scarlett che “acceca” Styles spingendolo nella morsa di Karrion Kross per poi fuggire nella folla. Questo passaggio segna il prossimo feud per Aj Styles dal quale non credo possa trarre troppi benefici. Rimandata nuovamente la rottura della Stable Damage Control; Iyo Sky è stata spettatrice non influente sul match. VOTO 5,5

È il momento di presentare una nuova cintura per le donne di Smack Down. Escono i nomi dei brand dai titoli femminili, la nuova cintura si chiamerà, WWE Womens Championship belt, con un design sulla falsa riga di quella consegnata al campione maschile Roman Reigns. C’è da aspettarsi che anche la cintura della campionessa in forze a Raw, Rhea Ripley, sarà presto sostituita da qualcosa di simile al World Heavyweight Championship. Alla cerimonia di consegna una rientrante Charlotte Flair sfida la attuale campionessa Asuka mettendo in seria difficoltà il Commissioner Pierce che già aveva promesso un match alla ex campionessa Bianca Belair. Sempre bello ritrovare una leggenda come Charlotte ed il panorama femminile di Smack Down si fa molto interessante con le tre atlete attualmente coinvolte nell’upper-card e l’imminente entrata in scena della valigetta che come al solito sposterà gli equilibri. VOTO 7,5

Il match successivo è più un proseguo della run di NXT per Baron Corbin che un successo per Butch. Il membro dei Brawling Brutes sconfigge agilmente l’ex lupo solitario e aggiunge il suo nome all’elenco di un MITB ladder-match ricco di baby-faces. Le distrazioni dovute alla presenza del campione NXT Hayes e del compagno Williams sono fatali per Corbin che nel back stage verrà poi successivamente attaccato anche dal suo nemico nel main roster: Cameron Grimes. Mentre sembra interessante la rebuild di Corbin che riparte da NXT dove era diventato grande non decolla la carriera nel main roster dell’ex Bruiserweight, nella speranza che il ladder-match rilanci il lottatore britannico. Nel frattempo questo segmento merita una sufficienza e non più. VOTO 6

Iyo Sky si qualifica al MITB ladder-match a spese di Shotzi in uno scontro abbastanza scontato ma che ha dato comunque qualche spunto. Fin dal primo rintocco della campana Bayley, a bordo ring, ha provocato diverse distrazioni nel tentativo di aiutare la compagna si stable. Questa volta “the Genius of the Sky” riesce a sfruttare gli aiuti sconfiggendo l’avversaria agilmente e creando uno scenario interessante per il prossimo pay-per-view. Sarà il ladder-match a sancire in qualche modo la fine del Damage Control? Il turn face di Sky è ormai nell’aria da settimane e con l’infortunio di Dakota Kay potrebbe essere l’evento che consacra Iyo nell’olimpo delle main eventer, dove ha ampiamente dimostrato di poter stare. Bayley si è fatta preferire in questo segmento rispetto a quando ha combattuto in prima persona. Nulla da dire sulla povera Shotzi. VOTO 7

Prima di arrivare al main event è giusto fare due parole su alcuni spezzoni dal back stage. Sami Zayn sembra non riuscire a staccarsi dalla storia della famiglia Samoana e cerca di convincere definitivamente Jey Uso a lasciare la bloodline. Al rientro in spogliatoio dal compagno Kevin Owens, i due vengono circondati da team che chiedono un match titolato. Il loro prossimo avversario sarà sancito da gauntlet-match nel prossimo episodio. Come si svilupperanno queste due storie parallele? Quanto potrà durare questa ossessione di Zayn per la bloodline in concomitanza con il suo regno di campione di coppia? Spunti interessanti ma ancora poco chiari per il futuro.

L’ultimo match dell’episodio arriva dopo vari segmenti nel backstage e diversi recap, l’ultimo dei quali è una specie di ultimatum di Jey a Paul Heiman: o me o te. Main event Jey sembra incolpare il wiseman della recente rottura di rapporti nella sua famiglia. Il match in sé è molto piacevole, i due wrestler lavorano bene insieme e Jey dimostra ancora un la volta di poter ambire anche ad un futuro da lottatore singolo. Il campione in carica Theory si conferma il giovane più interessante del main roster, il character-development di AT è uno dei successi più grandi della squadra di booking, trasformandolo da un personaggio ai limiti del comedy ad un top heel con un piede nella main-event picture. Dopo varie peripezie, l’arrivo dei Pretty Deadly, di Jimmy Uso, di Solo Sikoa ed un arbitro tramortito più tardi, è il campione ad avere la meglio, schienando lo sfidante dopo un superkick del fratello Jimmy arrivato per sbaglio. Lo sviluppo delle Story-Line fa da contorno ad un bel match che spererei di rivedere in futuro in un contesto meno caotico. In attesa del ritorno del Tribal Chief la posizione degli Uso è ancora incerta. Interessante l’alleanza Theory – Pretty Deadly, vedremo che sviluppi avrà in futuro. VOTO 8

Nel complesso questo episodio di Smack Down si lascia guardare senza grandi colpi di scena ma con molti sviluppi di interesse nel breve termine. Resto un po’ perplesso per la massiccia presenza di baby-faces nel ladder-match maschile, sarà il preludio a qualche turn heel inaspettato? Tanti incontri e non troppe parole, la puntata è sicuramente positiva. VOTO COMPLESSIVO 7

Let’s Vote – Raw 05-06-2023

Nella notte tra lunedì e martedì si è tenuto il consueto episodio di Monday Night Raw in diretta dallo stato del Connetticut, USA. Un importante passaggio per uno degli eventi di spicco dell’anno, il Money in the Bank 2023.

Siamo accolti da un mai sobrio Seth Rollins, fresco World Heavyweight Champion, interrotto da Damian Priest e Finn Balor. I due del Judgement Day provano a creare hype per il main event, prima difesa del titolo tra Rollins e Priest, ma è il campione ad uscirne meglio con delle “hard references” che fanno pregustare un futuro feud con Balor. In particolare Rollins ricorda il brevissimo regno da Universal Champion di Balor dovuto all’infortunio procurato proprio dal “Visionario”. Bell’apertura, VOTO 7,5

Becky Lynch batte Sonya Deville in un match di qualificazione per il Money in the Bank ladder match di Luglio nonostante la presenza di Trish Stratus e della sua nuova alleata Zoey Stark. Niente di particolare, match un po’ insipido, la presenza delle rivali a bordo ring però tiene incerto il risultato fino alla fine. VOTO 6

Gunther sconfigge Kevin Owens in quello che è stato uno dei migliori match della puntata. Lo scontro continua il feud dei campioni di coppia con Imperium; questa volta è il leader Gunther a scendere in campo contro il “prize fighter”. Non c’erano dubbi che il match sarebbe stato spettacolare e non ha deluso le aspettative. Alla fine è l’austriaco a vincere con un roll-up grazie alle interferenze dei suoi seguaci. Se questa faida porterà ad una sfida per i titoli di coppia, ancora è da capire chi sarà il prossimo sfidante di Gunther per l’Intercontinental Championship. Bel segmento, bel match, bella story-line. VOTO 8,5

Ronda Rousey & Shayna Baszler battono Kayden Carter & Katana Chance. Al debutto delle Rookie Carter e Chance corrisponde il primo match da campionesse di coppia per il “baddest team on the Planet”. Il match fa ben presagire sia per il futuro della coppia proveniente da nxt, sia per le ex lottatrici MMA . Questo incontro mi ha ricordato un po’ la classica storia del giovane contro il campione dove il Rookie, sì perde, ma lascia un’ottima impressione; un match alla Cena v. Angle o Neville v. Rollins. VOTO 8

Ricochet v. Shinsuke Nakamura – No contest? L’intervento di Bronson Reed fa terminare un match abbastanza piacevole, a mio parere un po’ carryato da Ricochet. Questo segmento potrà portare ad un’interferenza di Reed a MITB? Lo sviluppo di questa Story-Line è ancora da vedere. Nel frattempo il tutto non mi ha propriamente convinto. VOTO 6-

MIZ TV – Ospite Cody Rhodes. Ottimo siparietto tra alcuni dei migliori wrestler con il microfono. L’intervento quasi immediato di Dominik Mysteryo e Rhea Ripley scalda gli animi e prospetta forse un futuro feud dell’American Nightmare con il Judgement Day vista la probabile assenza di Lesnar nel prossimo futuro. Sembra chiara l’idea di tenere Cody lontano dal titolo per un po’, probabilmente per cercare di dargli maggiore credibilità una volta che tornerà poi a competere per una cintura maggiore e riuscirà a “concludere la storia”. Nel contempo ottimo il build di Dominik che è al momento uno dei migliori heel di tutta la federazione. Sempre troppo maltrattato The Miz che alla fine ne esce Ko, colpito dalla placca di titanio di Rhodes. Uno dei segmenti che ha coinvolto di più il pubblico a conferma di 4 superstars molto “hot” in questo momento. VOTO 7,5

Due 6 striminziti per i prossimi due match che possiamo definire squash. Zoey Stark continua la sua ottima run da imbattuta sconfiggendo Natalya e qualificandosi al ladder match di MITB in uno scontro abbastanza scontato. Si prospetta un bel feud futuro con Becky Lynch. Gli Indus Sheer battono agilmente Benjamin & Alexander imponendosi come una buona stable heel per il futuro. Ripeto il VOTO, due 6

It’s main event time e Seth Rollins difende con successo il suo titolo dei pesi massimi in un bellissimo match contro Damian Priest che sta ampiamente dimostrando di appartenere alla categoria dei main-eventer. L’intervento di Balor nelle fasi conclusive dell’incontro provoca una fatale distrazione per il compagno di stable, che aveva richiesto di combattere in solitaria. Notevoli i due reverse sul tentativo di Falcon harrow di Rollins che è infine riuscito nel suo intento grazie ad un’alzata che ha messo in mostra la forza del campione e la grande capacità dello sfidante. I due hanno mostrato una buona chimica e si sono addirittura stretti la mano a fine match, segmento che però non è andato in onda. Ai fini della Story-Line il Judgement Day ha forse mostrato una piccola crepetta ma rimane comunque credibile nonostante le molte sconfitte, Rollins invece si conferma come il Top baby-face dell’intera compagnia. VOTO 8,5

Overall questo è stato un bellissimo episodio di Raw, con tanto wrestling lottato e ottimi spunti per il proseguo delle storie. In attesa dell’affermazione (o il ritorno) di un top heel nella main event picture è il Judgement Day a dover carryare la scena. Mentre per le cinture di coppia sembra delinearsi un possibile feud ancora tutto tace per il titolo intercontinentale. Iniziano a delinearsi i 2 ladder match per la valigetta che rimane sempre un momento importantissimo per il futuro prossimo. VOTO TOTALE DI QUESTO EPISODIO 7

Che cos’è Tanti Pensieri

Non lo so.

Mi chiamo Marco, ho aperto questo blog appena finita l’università sperando di farlo diventare la mia rampa di lancio verso un futuro da giornalista

In più di tre anni non ho scritto neanche un articolo.

Tra le bozze di questo blog ho trovato uno dei primi testi che stavo scrivendo, era appena passata la partita di Champions League tra Valencia e Atalanta ed Ilicic aveva illuminato il Mestalla con una tripletta. L’articolo era una lode al fantasista sloveno. Sembra una vita fa.

Ma veniamo al dunque.Di cosa parlerà questo blog? In tutta onestà non lo so, penso che parlerò di quello che più mi piace, che più mi appassiona, in ordine sparso e senza un senso logico.

Ma quindi che cos’è che mi piace? Mi piace lo sport da sempre, da quando ho memoria. Gioco a calcio da quando avevo 5 anni, con scarsi successi, ho giocato a pallavolo fino ai 19 e provato e seguito praticamente qualsiasi altro tipo di sport, sempre senza grande successo.

Mi piace il mondo videoludico anche se ormai non ho molto tempo per praticare. Sono un grande appassionato di giochi competitivi, da giovane prediligevo quelli sportivi, crescendo ho apprezzato anche gli sparatutto.

Amo la cultura giapponese, sono un grande appassionato di manga e di anime, anche perché non amo leggere. Mi piacerebbe un giorno visitare il Giappone.

Insomma mi piacciono così tante cose che alla fine non so mai con chi parlarne, per il momento le scrivo.

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